I Segnali Web Essenziali (Core Web Vitals) sono 3 metriche utilizzate dall’algoritmo di Google per misurare la user experience:

  • LCP (Largest Contentful Paint)
  • FID (First Input Delay)
  • CLS (Cumulative Layout Shift)

Le metriche appena indicate analizzano quelli che sono gli aspetti fondamentali della user experience, ovvero:

  • Caricamento
  • Interattività
  • Stabilità

In ambito SEO, i segnali web essenziali sono considerati un fattore di ranking, in quanto è stato rilasciato un aggiornamento dell’algoritmo di Google: Page Experience Update.
Da fine maggio 2020, è possibile misurare i core web vitals (segnali web essenziali) del proprio sito semplicemente consultando Google Search Console.

Siamo di fronte a una delle più importanti novità di Google per il 2020, di cui sentiremo ancora molto parlare, pertanto ho ritenuto opportuno creare una “Guida SEO” che possa aiutare anche i meno esperti e i principianti.

LCP – visualizzazione dell’elemento più grande

Per LCP si intende “Largest Contentful Paint”, ovvero “Quanto impiega la pagina web a caricare il suo elemento più grande.

Questo segnale web essenziale era già tenuto in considerazione da vari software, solo che in forma diversa, com per esempio “FMP – First Meaningful Paint” in Google Lighthouse.

Si tratta pertanto di un segnale molto importante che incide direttamente sulla user experience.

Per quanto riguarda la “Largest Contentful Paint” o LCP, Google ha anche indicato i parametri entro i quali il tempo di caricamento è considerato buono.

lcp

  • Buono: entro i 2.5 secondi
  • Da migliorare: tra i 2.6 e i 4 secondi
  • Scarso: sopra i 4 secondi

FID – tempo necessario per la prima interazione

FID sta per “First Input Delay”, che in italiano può essere tradotto anche com “Tempo necessario per la prima interazione”, anche se “Delay” significa “Ritardo”.

Come nel caso del “LCP”, stiamo ancora parlando di “Velocità”, a conferma del fatto che la velocità di caricamento di un sito web è ufficialmente un fattore di ranking (alcuni SEO specialist discutono sull’argomento).

Leggi anche “I principali fattori di ranking dell’algoritmo di Google [2020]“.

In questo caso però, non stiamo parlando del caricamento di tutta una pagina, ma solo del tempo necessario a un utente per effettuare la prima interazione sul tuo sito.

Ti ricordo che più della metà del traffico online avviene da smartphone, quindi in 5g, 4g 3g o anche con connessioni più deboli, pertanto se il tuo sito non si carica velocemente, l’utente se ne va.

First input delay (FID)

Per il FID Google ha indicato i seguenti parametri:

  • Buono: entro i 100 millisecondi
  • Da migliorare: da 101 a 300 millisecondi
  • Scarso: se al di sopra di 300 secondi

Ti ricordo che per “Prima interazione” si intende cliccare su un link, su un “Bottone”, vedere un video e così via.

CLS – Stabilità del layout

CLS sta per “Cumulative Layout Shift” e, sinceramente, questa volta potevano scegliere un nome più semplice, invece di questa “Supercazzola”.

Provando a tradurlo in un modo comprensibile a tutti, si potrebbe chiamare “Tempo necessario affinché il layout della pagina diventi stabile” o, più semplicemente, “Stabilità del Layout”.

Il CLS misura un aspetto fondamentale della “User experience”, andando a penalizzare le pagine che impiegano troppo tempo nel caricamento dei contenuti, provocando anche dei problemi con il layout.

Ti è mai capito di navigare da mobile, di voler cliccare su un link quando, all’improvviso, viene caricata un’immagine e non vedi più il link (spero di essermi spiegato)? Ecco, questo è quello che si chiama “Poor CLS”.

Cumulative Layout Shift (CLS)

Google misura questo parametro con un “CLS Rate”, come per tutti gli altri segnali web essenziali, potrai visualizzare direttamente su Google Search Console.

  • Buono: fino a 0.1
  • Da migliorare: Tra 0.1 e 0.2
  • Scarso: sopra 0.2

Un vero e proprio fattore di ranking

Fin dalla loro comparsa su Search Console, si è subito capito che i segnali web essenziali sarebbero stati molto importanti, ma sono veramente un fattore di ranking?

Tecnicamente no, ma di fatto sì. Ora ti spiego il perché.

I segnali web essenziali si riferiscono alla “User Experience”, già considerata in passato un fattore di ranking da molti SEO specialist. Oggi però, Google ha dedicato un’aggiornamento del suo algoritmo, il “Google Page Experience Update”, proprio all’esperienza utente, creando dei parametri ufficiali per la misurazione di questo fattore.

I segnali web essenziali rappresentano proprio la misurazione di questi parametri, per questo vengono considerato come un fattore di ranking.

Come misurare i segnali Web essenziali

I parametri relativi ai segnali web essenziali sono molto semplici da misurare, basta infatti visitare la sezione dedicata su Google Search Console.

Oltre a questo strumento però, ne esistono diversi in grado di fornire informazioni molto utili, ma andiamo con ordine.

Google Search Console

Se hai bisogno di sapere se il tuo sito rientra o no nei parametri previsti per i segnali web essenziali, il primo strumento che devi consultare è “Google Search Console”.

Si tratta sicuramente dello strumento più preciso, perché è collegato direttamente al tuo sito.

Page Speed Insights

Quando ancora non esistevano i segnali web essenziali, il page speed insights era uno degli strumenti migliori per valutare la user experience. Oggi, con un layout rinnovato, misura le prestazioni relative a:

  • First Contentful Paint (FCP)
  • Largest Contentful Paint (LCP)
  • First Input Delay (FID)
  • Cumulative Layout Shift (CLS)

Proseguendo nell’analisi dei dati, differenziata per desktop e mobile, vengono poi forniti tutti i dati relativi ai vari elementi da ottimizzare.

esempio page speed insights

Google Lighthouse

Google Lighthouse è un altro strumento che permette di analizzare, tra l’altro, i segnali web essenziali.

Si tratta di una piattaforma completa e abbastanza precisa che si concentra principalmente su 5 aspetti della SEO audit:

  • Performance
  • Accessibility
  • Best Practice
  • SEO
  • PWA (Progressive Web App)

esempio google lighthouse

All’interno della sezione “Performance” sono presenti i parametri relativi ai segnali web essenziali.

Proprio come in Page Speed Insights, anche qui è possibile trovare diverse indicazioni su come ottimizzare il proprio sito per renderlo più “SEO Friendly”.

WebPageTest

I software indicati fin qui sono tutti riconducibili a Google, mentre WebPageTest può essere considerato una fonte indipendente, anche se è stato sviluppato da ingegneri del “Chromium team”.

WebPageTest propone un’interfaccia più vintage rispetto ai propri competitor, ma i dati che riesce a fornire sono molto interessanti.

webpagetest esempio

Come ottimizzare il tuo sito

A questo punto la domanda sorge spontanea: come posso ottimizzare il mio sito? La prima cosa che devi ricordare è che l’aggiornamento non è ufficiale, sembra infatti che lo sarà solo all’inizio del 2021. Sono inoltre previsti nuovi “Segnali web essenziali”, pertanto questo potrebbe essere solo l’inizio.

Nel frattempo però, puoi senza dubbio provare a correggere gli errori più gravi segnalati dai vari software citati nei paragrafi precedenti.

Quanto sono importanti?

Se non lo hai già fatto prima, al termine dell’articolo andrai subito sul tuo Search Console per controllare se sei in linea con i Segnali Web Essenziali o no, chiamando di corsa il tuo consulente SEO se i parametri non sono rispettati.

Puoi certamente iniziare con il correggere gli errori più semplici, ma tieni comunque presente che, entro fine anno, potrebbero arrivare altre novità sull’argomento.

I segnali web essenziali sono molto importanti, ma il più importante fattore di ranking è la qualità del contenuto.

Quello che molti esperti hanno fatto presente, infatti, è che a parità di qualità del contenuto entrano in gioco altri fattori di ranking, tra cui, ovviamente, i core web vitals.

Altri articoli utili sull’argomento

Di seguito segnalo altri articoli che ho scritto su segnali web essenziali, aggiornamenti dell’algoritmo di google e fattori di ranking.