Per vendere vendere online serve un sito e-commerce, ma questo non è che il primo passo. Una volta aperto il proprio negozio online, infatti, bisogna promuoverlo, creare una strategia di marketing e migliorare i risultati con il passare del tempo: per farlo hai bisogno di conoscere gli “E-commerce KPI”.

In questa guida mi rivolgo al pubblico dei meno esperti, fornendo un elenco dei principali KPI per e-commerce e spiegandoli con parole semplici.

Indice della pagina

Che cosa è un KPI

KPI significa “Indicatore chiave di prestazione”, da “Key performance indicator”. Si tratta di un termine nato molto probabilmente insieme all’industrializzazione, e usato proprio per dare un valore alle prestazioni di macchinari o determinati processi.

Si tratta infatti di un valore numerico assegnato a un determinato processo, da non confondere con “Obiettivo”: sono 2 cose diverse.

Oggi il KPI è un valore molto utilizzato nel marketing, soprattutto nell’e-commerce, dove è fondamentale per sviluppare un processo di crescita costante.

Che cosa è un marketing KPI

Nel marketing, il KPI serve per dare un valore numerico ai vari aspetti di una campagna pubblicitaria, come per esempio le prestazioni di un sito web o la visibilità del brand.

Come ripeterò più volte in questa guida: “non esiste un limite al numero di KPI che è possibile creare”.

In genere il numero aumenta insieme al bisogno di migliorare le performance della propria campagna, ma una cosa deve essere chiara: i KPI sono fondamentale per la crescita del tuo e-commerce.

Senza stabilire quali sono i KPI della tua campagna pubblicitaria, come puoi capire se la tua strategia è veramente efficace? Il saldo finale a fine mese è sicuramente un valore sempre utile, ma solo analizzando tutti gli elementi che hanno portato a qual valore, potrai realmente dare una svolta al tuo business.

I più importanti KPI per un e-Commerce

In questo articolo ho intenzione di elencare molti KPI, ma chi è agli inizi, o gestisce un piccolo negozio online, ha bisogno di concentrarsi sui punti fondamentali, quelli più importanti:

  • Tasso di conversione
  • Tasso di abbandono del carrello
  • Valore medio dell’ordine
  • Costo dell’acquisizione del cliente
  • Customer Lifetime Value
  • Margine di profitto lordo
  • Volume di ricerca online relativo al marchio

Tasso di Conversione (Conversion Rate)

Per prima cosa bisogna chiarire un punto: “Conversione” non è sinonimo di “Vendita”.

Una conversione, infatti, può rappresentare molti eventi diversi, come l’iscrizione a una newsletter o la visione di un video.

In questo caso però, con “Tasso di conversione”, intendo proprio la vendita, ovvero quando un utente, dopo aver acquistato un prodotto sul tuo e-commerce, viene indirizzato verso la pagina di “Check-out”.

Detto questo, è chiaro che il tasso di conversione è un KPI fondamentale per un sito e-commerce, uno dei più importanti.

Per calcolare il “Conversion rate” (tasso di conversione) la formula è la seguente:

(Numero vendite ÷ Numero visite) x 100

Per esempio:

10 vendite ÷ 1000 visite = 0,01

Moltiplicando 0,05 x 100 ottieni il tasso di conversione: 1%

Tieni presente che il tasso di conversione medio, a livello globale, è tra il 2% e il 3%.

Tasso di abbandono del carrello (online)

Il “Tasso di abbandono” è uno dei principali problemi di un sito e-commerce: sono infatti moltissimi gli utenti che inseriscono prodotti nel carrello, senza poi acquistare.

Dire che è frustrante è dire poco.

Le cause di questo fenomeno tipico dell’e-commerce posso essere molteplici, ma le principali sono:

  • Costi di spedizione
  • Tempi di consegna
  • User Experience non soddisfacente

Costi di spedizione

I costi di spedizione sono, da sempre, la principale causa dell’abbandono di un carrello.

Non è un caso, infatti, che uno dei più grandi marketplace del mondo, Zalando, quando ha lanciato il proprio brand ha fatto del “Free shipping” la propria bandiera.

Oggi le spedizioni gratuite sono una vera marcia in più sia per siti e-commerce che per market-place. Anche Etsy, il marketplace dedicato alla vendita dell’artigianato online, offre maggiore visibilità ai venditori che offrono la spedizione gratuita.

Il mio consiglio è di inserire i costi di spedizione all’interno del budget previsto per il marketing. Per un e-commerce ritengo sia la scelta migliore.

Non dimenticare che la logistica è uno degli aspetti più importanti di un e-commerce.

Tempi di consegna troppo lunghi

Un’altra causa dell’abbandono del carrello è il tempo di consegna: proprio per questo è nato Amazon Prime, una delle più importanti novità introdotte nel mercato e-commerce.

Oggi le persone sono disposte a pagare un servizio dedicato solo per avere un prodotto in 24 ore, ma la nuova frontiera è la consegna in giornata.

Amazon infatti non solo è precursore dei tempi ma, letteralmente, li detta. Se prima Prime era più difficile ricevere un pacco in 24 ore, oggi il nuovo standard, dettato da Amazon, è la consegna in giornata, e chi non si adegua è destinato a deludere i propri clienti.

User Experience non soddisfacente

L’ultimo elemento, tra i più frequenti, che causa un aumento del tasso di abbandono è una user experience non performante.

Un sito lento, non responsive, o con un processo d’acquisto troppo lungo, aumenta inevitabilmente il tasso di abbandono.

Come calcolare il tasso di abbandono

La formula per calcolare il tasso di abbandono del carrello di un sito e-commerce è la seguente:

[Numero vendite] ÷ [Numero di “Carrelli creati”] x 100

Il risultato di questa formula è il Cart Abandonment Rate Percentage

Valore medio dell’ordine (AOV) Average Order Value

Il Valore medio dell’ordine, in inglese Average Order Value e abbreviato AOV, è un altro tra i più importanti KPI di un sito e-commerce.

Calcolarlo è molto semplice: Totale entrate ÷ numero vendite = Valore medio dell’ordine.

Aumentare l’AOV è molto importante e può essere fattore fondamentale per la crescita del tuo sito e-commerce.

Costo di acquisizione del cliente (CAC)

Il Customer Acquisition Cost (CAC) è un KPI utilissimo per valutare l’efficacia della tua campagna web marketing. Come ho detto in anticipo, il numero delle vendite non è solo che un dei tanti fattori da tenere sotto controllo e il Costo di acquisizione del cliente lo dimostra.

Per esempio, puoi spendere 1000 euro al mese nel content marketing, vendere 20 prodotti e acquisire 5 nuovi clienti: ma quanto ti è costato ogni singolo cliente?

Se non te lo sei mai chiesto, è bene che inizi a farlo.

Customer Lifetime Value (CLV)

Customer Lifetime Value significa si può tradurre “Valore a vita di un cliente”, ma cosa significa?

Ti rispondo con un esempio.

Quanto costa a Starbucks acquisire un singolo cliente? Non ricordo la cifra precisa, ma poniamo che costi 20 dollari.

Quanto costa invece una colazione da Starbucks? Diciamo che si possono raggiungere facilmente i 10 dollari. Ecco che, in questo caso, avere un (CLV) elevato sarebbe pienamente giustificato dal proprio business e dalla possibilità di vendere lo stesso prodotto, allo stesso cliente, per molte altre volte ancora.

Come calcolare il Customer Lifetime Value (CLV)

Il CLV può essere inteso solo come un “Valor medio”, pertanto la formula per calcolare è la seguente:

(Valore medio dell’ordine) x (media del numero degli acquisti di un singolo cliente in un anno) x (Tempo medio di fidelizzazione del cliente in mesi o anni) = Customer Lifetime Value (CLV).

Per effettuare questo calcolo, il tuo e-commerce deve essere operativo da almeno un anno.

Margine di profitto (lordo)

Vendere online prevede dei costi:

  • Marketing
  • Creazione del prodotto
  • Staff
  • Customer service

E molto altro ancora.

Per capire se il tuo business può avere un futuro, o per renderlo più roseo, devi anche calcolare il margine di profitto lordo, ovvero il tuo guadagno dopo che hai tolto tutte le spese.

Per ottenerlo devi utilizzare la seguente formula:

1 – Per prima cosa, per calcolare il profitto ti basterà calcolare “Entrate – Costi”.

2 – Per avere poi il valore in percentuale, dovrai calcolare [(Entrate – Costi) : Entrate] x 100

Brand Awareness (numero di ricerche online)

La brand awareness è fondamentale per il proprio business, anche se viene quasi sempre sottovalutata.

Quando cerchi un prodotto, come un computer, un libro o un orologio, lo cerchi su Google, oppure vai direttamente su Amazon?

Quando cerchi un capo d’abbigliamento, lo cerchi su Google, o vai direttamente su siti come Amazon, Zalando o Asos?

Quando cerchi un hotel, vai su Google o su Booking, Trivago o Expedia?

I brand che ho elencato sono considerati metamotori di ricerca, mentre Google è un “Motore di ricerca”. La fortuna dei metamotori è stata proprio la “Brand Awareness”: investendo sul proprio marchio, sono riusciti anche a superare un gigante come Google.

Un modo per ottenere il KPI della tua Brand Awareness è utilizzando lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads: in questo modo saprai quanto il tuo brand è cercato ogni mese.

Un altro KPI può essere il numero di followers du Facebook o su Instagram, ma il numero delle ricerche sui motori è un KPI molto più importante.

KPI di vendita: quali sono e come monitorarli

Vuoi calcolare come procedono le vendite del tuo negozio online? I KPI di vendita ti aiuteranno proprio in questo.
Alcuni sono già stati elencati:

  • Tasso di conversione
  • Tasso di abbandono del carrello
  • Valore medio dell’ordine
  • Costo di acquisizione del cliente
  • Customer Lifetime Value

I KPI di vendita, come la maggior parte dei KPI, possono essere monitorati utilizzando Google Analytics, oppure con Google Ads se vendi utilizzando la “Pay per click”.

Se invece utilizzi un CRM per potenziare il tuo marketing, avrai a disposizione ulteriori strumenti di analisi.

Nuovi clienti VS clienti abituali

Acquisire nuovi clienti è importantissimo, ma lo è anche la fidelizzazione. Un KPI molto interessanti da analizzare è appunto il rapporto tra questi due dati, determinate per la crescita del tuo e-commerce.

”Prodotti correlati” e prodotti “Acquistati insieme”

Vendere un prodotto, o anche un servizio, non è che il primo passo: il secondo deve essere vendere subito un nuovo prodotto allo stesso cliente. Questa operazione non serve solo per avere un guadagno, ma anche per fidelizzare il cliente e colpire la concorrenza.

Diventa allora prioritario ottimizzare adeguatamente il tuo sito e-commerce, ottenendo come risultato la visualizzazione di prodotti correlati. Come avviene quando su Amazon cerchi un smartphone e ti viene proposto di comprare custodie o vetri protettivi.

2 KPI importanti da monitorare sono quindi i prodotti correlati più visti e quelli più acquistati.

In questo modo potrai potenziare il cross selling.

Competitive pricing

Con “Competitive pricing” si intende il monitoraggio del prezzo proposto dalla concorrenza.
Il mondo dell’e-commerce è molto competitivo e il “Prezzo più basso” è il fattore che più di tutti influenza l’acquisto. Questo non significa che per vendere devi avere il “Prezzo più basso”, ma che sicuramente non può essere troppo “Più alto” rispetto alla concorrenza.

Oppure, se il tuo prodotto costa di più, devi spiegare all’utente perché.

Il prezzo, sia il tuo che quello della concorrenza, diventa quindi un importante KPI da monitorare.

Tasso di acquisto ripetuto (RIP)

Il Tasso di acquisto ripetuto (RIP), in inglese Repeat Purchase Rate (RPR), si potrebbe definire com il KPI per misurare il tasso di fidelizzazione.

Il RIP si può anche calcolare con la seguente formula: acquisti da clienti abituali ÷ acquisti totali = RIP

Frequenza d’acquisto

Un altro KPI utile per misurare la fidelizzazione dei propri clienti è la frequenza d’acquisto, che si può misurare con una semplice formula: Numero totale di acquisti ÷ numero di clienti = Frequenza d’acquisto

Tempo tra un’acquisto e l’altro

Quando è il miglior momento per far partire una campagna pubblicitaria? Il calcolo del tempo medio trascorso tra un’acquisto e l’altro può essere un KPI molto utile.

Per ottenere questo numero, per singolo utente, devi effettuare il seguente calcolo:

Frequenza d’acquisto ÷ 365

Il limite di questa formula è che, se si hanno migliaia di clienti, non è pensabile di applicarla: bisogna avere uno strumento dedicato.

Marketing KPI

Senza pubblicità non si può vendere, sembra un concetto banale ma non hai idea di quante persone aprono un sito web senza prevedere una strategia web marketing. Oltre a investire nella realizzazione di una campagna pubblicitaria, bisogna anche essere in grado di misurarne benefici e fallimenti, ma per farlo bisogna individuare i “Marketing KPI”.

Numero recensioni

Nell’e-commerce, la prima cosa che guarda un utente è il prezzo, la seconda sono le recensioni, pertanto avere buone recensioni del proprio prodotto deve essere un vero e proprio obiettivo della tua campagna web marketing.

Come per tutti gli obiettivi, anche per le recensioni si possono identificare KPI, come per esempio il numero delle recensioni in totale, il numero di quelle negative e anche di quelle positive.

Traffico del sito

Quando si parla di “Marketing KPI”, uni dei dati che devi costantemente tenere sotto controllo è il traffico del tuo sito web. Per monitorarlo puoi usare Google Analytics, in particolare le voci:

  • Utenti
  • Sessioni

Traffico sul sito da mobile

Considerando che in alcuni casi il traffico da smartphone e tablet è in grado di raggiungere l’80% del traffico totale, è chiaro che monitorare il traffico da mobile diventa una priorità assoluta.

Ricorda sempre poi, che è importante non solo il dispositivo da dove si effettua l’acquisto, ma anche quello da dove parte il customer journey.

Infatti, se è vero che molti utenti preferiscono ancora acquistare da desktop, in tanti effettuano ricerche prima da smartphone e tablet.

Newsletter: iscritti e prestazioni

Personalmente non sono un fan delle newsletter, ma è innegabile che, se usate correttamente, sono uno strumento molto utile.

Consiglio pertanto di tener costantemente sotto controllo i KPI relativi alla tua newsletter:

  • Numero di iscritti
  • Crescita mensile
  • Tasso di cancellazione
  • Tasso di apertura delle email
  • Numero conversioni da newsletter

Per ottenere i dati relativi a questi KPI, puoi usare Google Analytics, CRM o software dedicati.

Chat performance

Come ho indicato già più di due anni fa (se non ricordo male), diversi studi dimostrano che l’utilizzo di una chat, in un sito e-commerce, comporta un aumento delle vendite. Pertanto, anche dalla chat puoi essere utile ricavare qualche KPI, come per esempio il numero delle sessioni iniziate, o il numero delle conversioni ottenute tramite la chat.

Crescita dei followers

Anche un e-commerce deve essere presente sui social network, pertanto anche questo canale deve essere monitorato con adeguati KPI.

Ovviamente, i KPI da utilizzare sono molteplici e spesso si possono verificare utilizzando gli stessi strumenti di analisi forniti dai social.

Di seguito riporto i principali KPI da utilizzare per monitorare la crescita sui social network:

  • Numero dei followers nel tempo
  • Engagement
  • Commenti
  • Condivisioni
  • Mention

Oltre all’utilizzo di questi parametri, puoi utilizzare anche

  • Short url tools -> per contare il numero di click sul link dei vari post
  • Creare hashtag -> monitorarne la condivisione con un Twitter tools

Traffico da social

I social network possono essere una grande fonte di traffico, ma come monitoralo?

Lo strumento più semplice da utilizzare è sicuramente Google Analytics ma con qualche precisazione. Per quanto riguarda il traffico organico, Analytics può bastare, per quanto riguarda invece il traffico generato da una campagna pay per click, consiglio di creare una landing page dedicata.

Solo così, infatti, avrai la certezza che i click indicati dai report di Facebook corrispondano a verità.

Un altro modo per monitorare il traffico dai social, sia organico che sponsorizzando, è utilizzando uno short url tool che preveda il conteggio dei click (per esempio Bitly).

Conversioni dai social network

Anche le conversioni ottenute attraverso i social network sono un importante KPI da monitorare. Se usi Facebook, utilizzando il pixel puoi aver dati abbastanza precisi a riguardo, mentre per gli altri social, devi configurare correttamente analytics e tag manager.

Traffico sul blog (Content Marketing)

Il blog è una risorsa utilissima per un sito e-commerce, in grado di generare traffico e conversioni. Per questo, anche il traffico del corporate-blog deve essere considerato un KPI.

Conversioni da Blog

Inserendo correttamente CTA (call to action) e creando un layout adeguato, con un blog puoi creare un vero e proprio marketing funnel, anche per il tuo sito e-commerce.

Configurando poi Google Analytics, potrai anche misurare conversioni e vendite provenienti dal tuo blog.

KPI da Google Search Console

Google Search Console analizza, principalmente, 4 parametri (tutti originati nella SERP e dalla SEO).

  • Click
  • Visualizzazione dei risultati (Impressioni)
  • CTR medio
  • Posizione media

In generale, questi quattro elementi sono considerati SEO KPI fondamentali per qualsiasi sito e-commerce. Purtroppo, i principianti, tendono a configurare solo Google Analytics, trascurando Search Console. Per evitare che questo accada, ho preferito creare un paragrafo dedicato.

Parlo di questo argomento maniera più approfondita nel mio articolo “SEO KPI: quali sono?”.

Pay per Click KPI

Le campagne pay per click, Google Ads e Facebook Ads, ovviamente rientrano nella sfera dei “Marketing KPI”. Entrambe le piattaforme dispongono di tutti gli strumenti di analisi in grado di fornire in maniera dettagliata i vari indici di prestazione, tu dovrai solo assicurarti che il tuo PPC manager ti fornisca i dati più utili.

In generale, KPI PPC più importanti da tenere sotto controllo sono:

  • Numero conversioni
  • Costo per singola conversione
  • Costo per singolo Click (medio)
  • I vari indici di qualità della campagna

User Experience KPI

Chi acquista online vuole per prima cosa risparmiare, inutile girarci intorno: questo avviene perché è noto che i prodotti online costano meno. Se le persone acquistano su Amazon invece che su Mediaworld e Uniero (sto facendo un esempio ipotetico), non è però solo per una questione di prezzi ma anche per la piattaforma.

Amazon non lo si può certo considerare un “Sito bello”, così come “Etsy”, ma sono due marketplace sicuramente pratici e funzionali.

Questo esempio deve farti capire che oltre ad avere dei prezzi competitivi devi anche avere un sito semplice da navigare e all’altezza delle moderne tecnologie.

Tutto questo si può definire “User Experience” (UX), e anche per questo importante elemento tel tuo e-commerce, esistono KPI per valutarne efficacia, qualità e gradimento da parte dei tuoi clienti.

Leggi anche “Page experience: fattore di ranking e Google Algorithm Update“.

New visitors vs returning visitors

Per il rapporto tra nuovi visitatori e vecchi visitatori non esiste un rapporto considerato ideale, dipende molto dal tipo di prodotto che viene venduto.

In generale, se il numero degli utenti abituali è elevato, vuol dire che si sono trovati bene sul tuo sito, mentre se dopo la prima visita non tornano più, vuol dire che qualcosa non funziona come dovrebbe.

Frequenza di rimbalzo

La frequenza di rimbalzo è il valore relativo alle persone che arrivano sul tuo sito e-commerce per poi abbandonarlo subito. In genere, per un sito e-commerce un Bounce Rate tollerabile è intorno al 30%, anche se molti SEO expert hanno opinioni discordanti in merito all’importanza di questo valore.

Ad ogni modo, la frequenza di rimbalzo deve essere inclusa tra i tuoi e-commerce KPI.

Tempo medio trascorso sul sito

I primi secondi sono cruciali per la user experience: le persone navigano frettolosamente e se un sito si carica troppo lentamente, o non è semplice da navigare, lo abbandonano subito senza poter far ritorno.

Il tempo medio trascorso sul tuo sito e-commerce, allora, diventa un KPI molto importante, tienilo sotto controllo con Google Analytics.

Pagine viste per visita

Il discorso in merito alle “Pagine viste per visita” è simile a quello fatto per “Tempo medio trascorso sul sito”. Tieni sotto controllo questo KPI con Google Analytics e assicurati che le persone non se ne vadano dopo aver visto 1 o 2 pagine.

Customer service KPI

Adesso bisogna parlare di un altro elemento fondamentale del tuo e-commerce, ovvero l’assistenza clienti. Per prima cosa, devi aver ben chiaro un principio: la customer service deve essere impeccabile sia in fase d’acquisto che nel post vendita.

La rapidità con cui risponderai ai tuoi clienti e risolverai i loro problemi, ti permetterà di avere recensioni e di migliorare la brand reputation.

Un cliente soddisfatto è la migliore pubblicità del mondo.

Customer satisfaction (CSAT) score

Vuoi sapere sei i tuoi clienti sono soddisfati dell’assistenza? Ottenere un KPI è molto semplice: al termine dell’assistenza, permetti loro di dare un voto da 1 a 5 e di poter inserire un commento.

Tutto questo su chiama “CSAT”, ovvero Customer satisfaction score, il KPI che, in poche parole, ti permette di capire se stai lavorando bene o no.

Numero delle email che riceve l’Assistenza Clienti

Il numero delle email che riceve l’assistenza clienti è un dato più importante di quello che sembra. Ogni business, durante l’anno, riceve un numero medio di richieste di assistenza, un numero che spesso varia a seconda del periodo.

Per esempio durante i saldi è più probabile ricevere anche più richieste di assistenza, questo perché si vendono più prodotti del solito.

Un incremento delle richiesta di assistenza indica la comparsa di un problema sistemico, pertanto, il numero delle email è vero e proprio KPI.

Numero di telefonate ricevute dall’assistenza clienti

L’assistenza clienti telefonica è prevista sia in fase di vendita che nel poste-vendita.

Se disponi di un call center, assicurati che venga sempre monitorato il numero delle chiamate ricevute, così da poter valutare sia l’efficacia della tua campagna web marketing, che la presenza di un nuovo problema.

First response time

Per “First response time” si intende il tempo medio che l’assistenza clienti impiega nel rispondere a una telefonata o a una email. Questo KPI è molto importante perché più la risposta è veloce, maggiore è la soddisfazione del cliente.

Non sottovalutare l’importanza di questo valore e cerca di rispondere sempre nel minor tempo possibile.

Per accelerare la “First response time”, una soluzione può essere una configurare una “Email automatica” o una “Segreteria telefonica”, ma questa scelta vale solo in casi straordinari, quando a causa di un problema imprevisto le linee sono talmente intasate che dichiararlo apertamente è il male minore.

Il chatbot invece, se ben configurato, può essere una risposta soddisfacente: in genere, le richieste d’assistenza più frequenti riguardano sempre gli stessi argomenti.

Average resolution time

Quanto tempo passa dalla prima richiesta di assistenza alla risoluzione del problema? La risposta è il KPI “Average resolution time”, un altro elemento che non devi dimenticare di tenere sotto controllo.

Service escalation rate

Quante volte un cliente chiede di “Parlare con un superiore”? Anche questo è un KPI da non sottovalutare, perché permette di valutare la reale preparazione degli operatori incaricati di fornire una prima risposta.

SEO KPI per e-commerce

Ho trattato i SEO KPI in una mia precedente guida intitolata “SEO KPI: quali sono?”. Lì troverai tutte le informazioni per rispondere al meglio a questo paragrafo.

Ad ogni modo, traendo spunto sempre dalla mia guida, riporto di seguito alcuni importanti SEO KPI per e-commerce:

  • Numero Utenti e Sessioni
  • Traffico organico da Smartphone
  • Numero di pagine che portano traffico organico
  • Traffico diretto (Brand Awareness)
  • Pagine di uscita
  • Monitoraggio dei Backlink (Link-building KPIs)
  • Click totali (organici)
  • Impressioni totali
  • Organic CTR
  • Transational Intent Keywords
  • Position tracking
  • Parole chiave in Featured Snippets
  • Lead da traffico organico
  • Conversioni e conversion rate da traffico organico
  • ROI
  • Page Speed
  • Bounce Rate (Frequenza di Rimbalzo)

Perché i KPI sono così importanti per un e-commerce?

A questo punto potresti chiederti: ho veramente bisogno di tutto questo per il mio e-commerce? Anche se vendo solamente nduja o calzini personalizzati?

La risposta è si, e il perché te lo spiego subito.

Quando decidi di vendere online un prodotto, inevitabilmente entri in competizione con siti enormi, come Amazon, Zalando, Asos, Etsy e molti altri ancora. Te che stai leggendo questo articolo, probabilmente non vuoi creare un nuovo Amazon, ma questo non significa che vendere i tuoi prodotti sia può facile.

Vendere online è in realtà molto più complicato di quello che può sembrare, tanto che sono io il primo a consigliare di pensarci molto bene prima di aprire un sito e-commerce, perché a volte è molto più conveniente inserire i proprio prodotti all’interno di un marketplace.

Tutto questo deve farti capire una cosa: vendere online è complicato.

Pertanto, per avere successo, anche se tuo business è piccolo, devi avere una tua strategia, devi monitorare le tue performance, devi investire nel marketing e devi definire i tuoi e-commerce KPI.