L’analisi SEO è fondamentale per migliorare il posizionamento del proprio sito web, così come il position tracking e il monitoraggio degli aggiornamenti degli algoritmi di Google.

Comprendere come realizzare un’analisi SEO non è cosa da poco, soprattutto per chi non è un SEO expert, ma non è neanche impossibile. Conoscendo i SEO tools (software di analisi) da utilizzare, e studiando un preciso metodo di analisi, è senza dubbio possibile anche per i principianti realizzare una buona analisi.

Indice della guida SEO:

I SEO Tools – gli strumenti di analisi

Per effettuare un’analisi SEO c’è sicuramente bisogno di software dedicati, anche se, più che altro, bisogna saper interpretare i dati che è possibile ricavare. La SEO infatti non è una scienza esatta. pertanto ad azione non sempre corrisponde una precisa reazione. Per questo il vero valore aggiunto di un SEO expert, oltre alla conoscenza dei fattori di ranking e degli algoritmi di Google, è sicuramente l’esperienza.

Ad ogni modo, interpretare i dati forniti sai SEO tools è fondamentale per sviluppare strategie efficaci.

Google Search Console

Prezzo: gratuito
Funzione principale: monitoraggio del posizionamento sul motore di ricerca (Google) e di eventuali problematiche.

Il mio consiglio: assolutamente indispensabile

Google Analytics

Prezzo: gratuito
Funzione principale: analisi di tutto il traffico e individuazione delle buyer persona.
Il mio consiglio: assolutamente indispensabile

Keyword Planner (Google)

Prezzo: gratuito ma bisogna avere una campagna Google Ads attiva per sfruttarne tutte le potenzialità.

Funzione principale: ricerca delle parole chiave

Il mio consiglio: migliore di qualsiasi strumento simile a pagamento, ma c’è bisogno di tempo per comprendere il suo reale funzionamento

Screaming Frog SEO spider

Prezzo: esiste una versione gratuita che però, a parere mio, vi permetterà solo di capire come funziona il programma. Il prezzo per la versione completa è di 149 sterline l’anno. Molto conveniente soprattutto per un software così potente.

Funzione principale: permette di analizzare in un una sola volta tutte le pagine (intese come url) di un sito web, fornendo dati su ogni elemento fondamentale come title, headers, canonicals, e molto altro. Fondamentale anche per l’analisi dei competitor.

Il mio consiglio: Screaming Frog è diverso dai soliti “SEO tools”, offre un tipo di analisi che altri non offrono, per questo è fondamentale anche per l’analisi dei competitor.

Backlink Analysis by Neil Patel

Neil Patel propone uno strumento di analisi SEO veramente interessante, soprattutto se si considera che è praticamente gratuito. In questa sezione però mi soffermerò solo su una delle principali funzioni: la backlink analisi.

Prezzo: gratuito, anche se per usarlo al 100% dovete accedere con il vostro profilo Google.

Funzione principale: analisi dei backlink

Il mio consiglio: l’analisi dei backlink può essere effettuata anche da altri software, come per esempio SEMrush. Consiglio comunque di provare anche questo software sia per confrontare i risultati, sia per valutare la semplicità d’utilizzo dell’interfaccia.

Lighthouse (Google Chrome)

Prezzo: gratuito

Funzione principale: analisi della “technical seo”, ideale per quella che viene definita anche come SEO Audit. Fornisce moltissimi dati utili.

Il mio consiglio: per comprendere molti dei dati forniti dall’analisi di Lighthouse è necessario il supporto di un programmatore

GT Metrix e Google Speed

Prezzo: gratuito

Funzione principale: analizzare la velocità complessiva delle pagine del proprio sito.

Il mio consiglio: nessuno dei 2 strumenti è preciso al 100%, pertanto conviene utilizzarli entrambi e confrontare i dati.

SEMrush

Prezzo: ha una versione gratuita che permette di ottenere molti dai interessanti ma, per un lavoro professionale è indispensabile acquistare la versione a pagamento. I prezzi sono mensili (in dollari) e variano al secondo del piano scelto: 99 per il pro, 199 per il Guru e 399 per il business. Pagando un anno in un’unica soluzione si ottiene uno sconto.

Funzione: SEMrush è una piattaforma “Multifunzione” che fornisce tutti gli strumenti necessari per l’analisi di un sito web e lo sviluppo di strategie mirate alla crescita.

Il mio consiglio: è fondamentale per un’analisi SEO avanzata o se devi creare contenuti per centinaia, se non migliaia, di parole chiave.

Mobile Friendly test (Google)

Prezzo: gratuito

Funzione: verificare se le pagine si un sito web sono responsive (ottimizzate per i dispositivi mobili) o no

Il mio consiglio: oggi è quasi impossibile che un sito venga realizzato senza essere responsive. Molti siti però, creati anche solo qualche anno fa, possono non essere responsive. Meglio controllare sempre in fase di analisi.

Sukuri SiteCheck

Se non sei del mestiere, probabilmente non penseresti mai ad utilizzare “Sukuri SiteCheck”.

Prezzo: gratuito

Funzione principale: scannerizza il tuo sito, come un software anti-virus, alla ricerca di malware e virus, e ti avvisa se sei stato inserito in qualche “Black list”

Il mio consiglio: si tratta di un semplice sistema di monitoraggio, pertanto, se il sito è stato colpito da un virus o da un malware, per ripulirlo bisogna acquistare il servizio dedicato che prevede un costo di circa 299 dollari l’anno.

W3c Markup Validation Service

Prezzo: gratuito

Funzione principale: il W3c Markup Validation Service è un sistema semplice e immediato per verificare se il proprio sito è conforme al moderno linguaggio di programmazione.

Il mio consiglio: il risultato di questa analisi non deve “Diventare una malattia”. Sono pochi infatti i siti, anche tra i più noti, che superano senza problemi l’analisi, ma questo non impedisce loro di essere in prima pagina su Google.

Analisi delle parole chiave

Il punto di partenza dell’analisi delle parole chiave il è Keyword Planner, presentato nei paragrafi precedenti. Grazie a questo strumento, infatti, potrai capire quali parole chiave sono realmente cercate e quanto.

Leggi anche “Come funziona la Strategia SEO delle Code lunghe“.

Un altro elemento fondamentale dell’analisi delle parole chiave è la SERP: solo studiandone i risultati potrai individuare l’intento di ricerca degli utenti.

Una volta individuate le proprie parole chiave, infatti, bisogna comprendere quali informazioni le buyer persona vogliono trovare quando le cercano o, in altre parole, il loro intento di ricerca.

Riassumendo:

  • Individuare volumi di ricerca e parole chiave esatte con Keyword Planner di Google (o un altro software)
  • Inserire la parola chiave nel motore di ricerca
  • Analizzare i primi 10 risultati per individuare l’intento di ricerca degli utenti

Se l’intento di ricerca è in linea con gli obiettivi del tuo business, allora hai trovata una parola chiave per la quale dovrai indicizzare il tuo sito e posizionarlo in prima pagina sui motori di ricerca.

Analisi dei competitor

L’analisi dei competitor è alla base dello sviluppo di qualsiasi strategia web marketing, ed è fondamentale anche per la SEO.

Usando strumenti come SEMrush, per esempio, potrai facilmente avere una lista completa di tutte le parole chiave con le quali il sito del tuo competitor si è indicizzato e in quale posizione.

Sempre utilizzando SEMrush, puoi anche facilmente individuare anche nuovi competitor in base alle parole chiave che hai scelto di analizzare.

Tieni però sempre ben presente un punto: SEMrush è solo un software, affinché sia realmente efficace devi saperlo utilizzare e devi anche essere in grado di interpretare i dati che ti fornisce.

Sono molti gli elementi da prendere in considerazione per un’analisi dei competitor, ma li approfondirò in un altro nel articolo. Nel frattempo, ti consiglio di leggere “SEO: non cercare di essere il primo, cerca di essere unico”.

L’analisi dei competitor fa anche parte dell’analisi SEO off-page.

Analisi SEO on Page

L’analisi SEO on page si concentra sui fattori di ranking “Interni al sito”, ovvero nella pagina: di seguito riporto l’elenco dei principali.

Leggi anche “Il più importante fattore di Ranking: la Guida SEO“.

Title

Il title è il tag html che controlla il titolo dello snippet, deve essere lungo al massimo 70 caratteri spazi inclusi (meglio tra i 60 e i 65) e deve contenere al suo interno la parola chiave per la quale viene creato il contenuto.

Se usi WordPress, si può ottimizzare utilizzando Yoast.

Meta Description

La meta description è il testo introduttivo che compare nella SERP, fondamentale sia per la featured snippet che per il CTR. La meta description deve essere lunga tra i 130 e i 156 caratteri (spazi inclusi), anche se ci sono opinioni discordanti a riguardo.

Il testo, inoltre, deve essere sintetico, esaustivo, spingere le persone a cliccare sul link e deve contenere la parola chiave principale relativa al contenuto.

Breadcrumb

Le Breadcrumbs, briciole di pane, sono per molti SEO expert un vero e proprio fattore di ranking. In genere il testo viene posizionato nella parte alta della pagina web, prima del titolo dell’articolo, e mostra il percorso che ha portato l’utente alla pagina web corrente.

In ambito SEO si ritiene che sia un componente molto gradito a Google, pertanto, utilizzalo anche te.

URL (struttura)

La struttura della URL è un altro elemento controverso in ambito SEO. In generale, non dovrebbe essere un fattore di ranking, ad ogni modo, io consiglio sempre di ottimizzarla. In che modo? Devi inserire all’interno della url la parola chiave principale della pagina web e devi assicurarti che non sia troppo lunga.

Headers

Headers, o anche “Outline” è l’insieme dei “Tag headers” (h1, h2, h3, h4, h5 e h6) che vengono inseriti all’interno del sito per organizzare, secondo una logica semantica, i vari paragrafi (titoli e sottotitoli).

Secondo recenti dichiarazioni, l’ottimizzazione degli headers non dovrebbe influire sul posizionamento sui motori di ricerca ma, ad ogni modo, ritengo raro che un SEO expert non li ottimizzi.

Il mio consiglio è di ottimizzare sempre gli headers, dico questo perché posso confermare che la loro ottimizzazione, in genere, porta benefici a un contenuto. Devo però anche dire che ci sono contenuti in prima pagina su Google che trascurano completamente gli headers.

Link interni

Per qualsiasi sito web, è indispensabile favorire la navigabilità tra i contenuti. Una delle tecniche utilizzate prevede l’inserimento di link di approfondimento utilizzando tecniche come “Leggi anche” o inserendo un link direttamente su una parola.

Il corretto posizionamento dei link interni aiuta anche Google a comprendere l’importanza di determinate pagine all’interno del sito, contribuisce inoltre a diminuire la frequenza di rimbalzo e ad aumentare il numero delle pagine visitate.

Pertanto, possiamo considerare questa tecnica un vero e proprio fattore di ranking.

Anchor Menu

Recentemente vi sarà capitato spesso di vedere un una sorta di menu all’interno di una pagina, un articolo, dove sono indicati i principali paragrafi della pagina. Cliccando su ogni paragrafo si viene mandati direttamente al paragrafo desiderato, migliorando la user experience soprattutto da mobile.

Anche questo tipo di ottimizzazione è, al momento, suggerita da molti SEO expert.

Search Console

La corretta configurazione di Google Search Console è fondamentale per monitorare i progressi e l’efficacia della tua strategia SEO.

HTTP & HTTPS

Su questo c’è poco da dire, se non che il tuo sito deve prevedere il protocollo HTTPS.

Speed optimization (velocità di caricamento)

La velocità di caricamento, soprattutto da smartphone, è fondamentale per il successo di un sito web. Con gli strumenti indicati nei precedenti paragrafi, GTmetrix e Google Speed, potrai verificare la velocità del tuo sito web e riceverai anche le informazioni necessarie per aumentarla.

In genere però, la “Speed optimization” è un lavoro da commissionare a un programmatore.

UX User Experience

La “User Experience” è un vero e proprio fattore di ranking: se l’utente non riesce a navigare agevolmente all’interno del tuo sito, lo abbandonerà dopo pochi secondi.

Molti degli elementi della “User Experience” sono “Piccole cose”, come la dimensione di un testo, il contrasto di colori tra background e caratteri”, le dimensioni dei tasti per la navigazione da mobile e così via.

Un buon strumento per analizzare la user experience è Lighthouse di Google Chrome.

XML Sitemap

Anche a riguardo della sitemap c’è poco da dire, se non che il tuo sito la deve avere.

Responsive

Il traffico da smartphone e tablet può raggiugnere anche l’80% di un sito web, Google inoltre dà precedenza alla versione mobile di un sito web.

Per verificare se hai un sito web responsive o no, puoi usare uno strumento gratuito già indicato in precedenza: Mobile Friendly Test di Google.

404 e 404 soft

In poche parole, 404 e 404soft indica un errore relativo alla visualizzazione delle pagine da parte del motore di ricerca. Nel primo caso, la pagina, pur essendo ancora presente nell’indice, non è più online, pertanto generà un errore che se non corretto rapidamente ne causerà la definitiva de-indicizzazione.

Il 404 soft è un problema più subdolo. Se nel primo caso infatti può bastare un redirect o l’utilizzo dello strumento della rimozione delle url, nel secondo caso ci troviamo di fronte a contenti indicizzati, soggetti al crawler di Google, ma di scarsa qualità. In poche parole Google ci sta dicendo “Sto consumando energia per scansionare il tuo sito ma i tuoi contenuti non sono di qualità. Poni rimedio”.

Immagini

Anche le immagini devono essere ottimizzate secondo una logica SEO. Devono infatti essere leggere, della giusta dimensione e devono aver un tag alt che le descriva correttamente.

Security Check

Quando un sito perde traffico si pensa subito a una penalizzazione da parte di Google, ignorando completamente che si può essere vittima dell’attacco di un haker. Esiste anche una tecnica “Black Hat SEO” che si chiama proprio “Negative SEO”. Consiste nel far generare traffico fraudolento a un sito rivale, creando delle ghost page in genere legate a parole chiave vietate ai minori.

Tutto questo può causare notevoli problemi, come l’inserimento in vere e proprie black list che possono limitare notevolmente la visibilità di un sito web.

Nonostante Google sia sempre più abile nel non lasciarsi influenzare da questo tipo di attacco, durante un’analisi SEO, soprattutto se il sito in questione ha perso traffico, valutate anche di effettuare qualche analisi alla ricerca di virus o malware.

Canonical

Negli ultimi anni è diventato praticamente un obbligo inserire sempre il link canonical all’interno di una pagina web, anche se WordPress, in genere, lo inserisce di default.

Non dimenticare però di fare anche un check anche a riguardo!

Redirect 301

Il redirect è uno strumento molto potente da utilizzare però con attenzione. Il redirect “301”, infatti, deve essere impostato solo tra pagine molto simili.

Frequenza di Rimbalzo (bounce rate)

La frequenza di rimbalzo, pur essendo un argomento molto controverso, va sempre tenuta sotto controllo: è risaputo infatti che più è bassa e meglio è. Negli anni però si tende a essere più elastici con questo valore.

Per un sito e-commerce, per esempio, in genere il bounce rate si attesta tra il 10% e il 30%, mentre in un blog in genere si attesta tra l’80% e il 90%.

Analisi SEO off page

L’analisi SEO off-page si occupa di prendere in esame tutti quei fattori esterni alla pagina, come per esempio i backlink.

Backlink Checker e Link Building

Il numero dei backlink è un fattore di ranking fondamentale, tanto da essere considerato da molti “il più importante”. A parer mio, la qualità di un testo è più importante anche dal numero dei backlink ma, nonostante questo, bisogna effettuare un’attenta analisi.

L’analisi dei backlink, o backlink cheker, può essere effettuata con diversi software, tra cui SEMrush, e il Backlink Analysis by Neil Patel. Con questi strumenti non solo potrai individuare eventuali backlink “Tossici”, ma potrai anche individuare quali backlink permettono alla concorrenza di essere più in alto nella SERP.

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Controllo del Plagio

In passato, inserire nel proprio sito del testo copiato da un altro sito in genere causava una vera e propria penalizzazione, oggi le cose sono un po’ cambiate. Utilizzare del testo copiato, infatti, non dovrebbe causare penalizzazioni, anche se, di fatto, non porta neanche benefici.

In poche parole, utilizzare del testo preso da altri siti, quindi non originale, non permettete di migliorare il posizionamento sui motori di ricerca, e quindi non permette neanche di aumentare il traffico.

A tal proposito, mi è capito spesso di analizzare siti che, nonostante un considerevole numero di pagine, non riuscivano a indicizzarsi su Google. In molti di questi casi, mi è bastato utilizzare un software dedicato per scoprire che il testo non era originale.

Se commissioni articoli o contenuti per il tuo sito a un’agenzia esterna, controlla sempre che i testi non siano copiati da altri siti.

Site Authority (Brand Awareness, Brand reputation)

Come ho scritto in un mio articolo “Google non misura l’autorevolezza del tuo sito“, questo però non significa che non possa avere dei benefici.

Per essere considerati “Autorevoli”, per prima cosa bisogna essere citati da altri siti, meglio ancora se siti Istituzionali o molto visitati, come Wikipedia, Repubblica, il sito dell’Ansa o simili.

Essere “Citati” e “Condivisi” permette di ricevere più visibilità online e più traffico diretto. Tutti fattori che possono influire, anche notevolmente, sul posizionamento del tuo sito web sui motori di ricerca.

Google non misura l’autorevolezza del tuo sito, ma le persone sì, anche se non se ne rendono conto. Pertanto non trascurare mai la tua visibilità online, o la tua “Brand Reputation“. Tutto questo porterà dei benefici anche alla SEO.

Basta la Technical SEO per raggiungere la prima pagina?

La “Technical SEO”, ovvero l’ottimizzazione del codice di programmazione in base ai dati forniti da software come W3c Validator, GTMEtrix e Lighthouse per Chrome, è molto utile ma non garantisce la prima pagina su Google.

Come ti sarà certamente capitato di notare, molti siti in prima pagina hanno layout a dir poco datati, spesso non hanno un outline ottimizzato e, se analizzati, mostrano notevoli errori.

Analizzando quanto indicato da Google a seguito gli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo di ricerca, è possibile affermare che è la qualità di un contenuto a fare realmente la differenza.

Contenuti di qualità (Content is the King)

La frase “Content is the King” l’avrai certamente letta in molti altri articoli, non solo nei miei. Si tratta di un concetto alla base non solo della SEO, ma anche del Content Marketing e dell’Inbound Marketing.

La qualità di un contenuto, così come l’originalità e utilità per l’utente, sono infatti gli elementi che rendono questo il più importante fattore di ranking.

Analisi SEO Gratuita

L’analisi SEO è un servizio molto richiesto dalle aziende che vogliono capire le cause della perdita del traffico o come raggiungere la prima pagina su Google.

Se invii una email al mio indirizzo di posta, stefano@mypresslab.com, potrai fissare un appuntamento per ricevere un’analisi SEO gratuita. Ovviamente non sarà il servizio completo previsto per i clienti paganti, ma ti mostrerò fin da subito gli eventuali problemi del tuo sito web.