In Italia ci sono circa 1 milione e 200 mila imprese artigiane, un numero in calo nel primo semestre del 2019 di più di 6500 unità (dati Cgia di Mestre). Come mai continuano a diminuire? Le ragioni sono tante: la crisi mondiale, la globalizzazione, le tasse e chi più ne ha più ne metta. Ogni persona, che sia un politico, un impiegato o un imprenditore, avrà la sua teoria a riguardo, anche se la realtà è solo una:

Non è facile “Fare business”, e lamentarsi non serve a niente.

Oggi infatti, anche se siamo in un periodo di grande crisi, la tecnologia mette a disposizione tutto quello che serve per vendere i vostri prodotti non solo in Italia, ma in tutto il mondo.

Certamente realizzare un sito e-commerce non è gratis, così come non lo è il web marketing o la SEO, ma è a anche vero che non servono capitali enormi per iniziare, serve però tanto impegno.

In questo articolo fornirò agli artigiani italiani le basi per vendere all’estero i propri prodotti, ma prima, vi invito a leggere un mio precedente articolo: “Come vendere online: da dove iniziare (guida per principianti)”.

Indice dell’articolo

Perché vendere artigianato online all’estero

Se il tuo prodotto piace in Italia, perché non dovrebbe piacere all’estero?

Questa è la prima domanda che pongo ai miei clienti prima di mostrare i vari canali e strumenti con cui vendere, per esempio, un paio di scarpe a New York, un paio di Jeans in Germania o un gioiello personalizzato a Londra.

Ci tengo a scrivere anche che oggi non si può pensare di avviare un’attività che, ad un certo punto, non diventi internazionale. Solo le aziende che riescono in questo intento riescono realmente a prosperare.

Su quali marketplace vendere all’estero l’artigianato

Di seguito riporto un elenco con i principali marketplace dove poter vendere i vostri prodotti all’estero. Al di là di quanto riportato di seguito bisogna tener presente che:

  • Non è obbligatorio utilizzare un marketplace
  • Può bastare un sito e-commerce in più lingue
  • Social Network come Facebook o Pinterest possono essere molto utili

Detto questo, ci tengo a precisare che considero i marketplace, come Etsy per esempio, una risorsa utilissima per vendere artigianato italiano all’estero.

Etsy

Etsy è considerata una delle migliori piattaforme per vendere l’artigianato, sia in Italia che all’estero. La piattaforma presenta costi accessibili, la gestione del proprio negozio è molto intuitiva e sono presenti anche diversi strumenti di analisi delle performance.

Per gli utenti è molto semplice effettuare le ricerche grazie a un buon motore di ricerca interno.

Etsy permette anche di trasformare il proprio negozio in un sito e-commerce, molto essenziale ma funzionale.

Amazon Handmade

Amazon Handmade è la piattaforma dedicata agli artigiani che vogliono vendere i loro prodotti in tutto il mondo. L’aspetto più interessante è che non possono iscriversi rivenditori, ma solo artigiani.

Il vantaggio di utilizzare Amazon Handmade è che si può fare affidamento su un brand che sicuramente ispira più fiducia di altri marketplace meno conosciuti.

I costi da sostenere per usufruire di Amazon Handmade sono nella media ma gli standard da dover rispettare per far parte di questa community, a volte, possono non essere semplici da rispettare.

Cargoh

Cargoh presenta un design abbastanza datato e non presenta neanche il protocollo https, ciononostante è considerato un’ottima piattaforma dove poter vendere i propri prodotti artigianali.

Molto interessante il menu in home page che permette di selezionare e conoscere direttamente gli artigiani.

Storenvy

Storenvy è una piattaforma certamente più alla moda e vicina ai giovani o, con una parola: “Trendy”. Il design è accattivante e gli oggetti in evidenza mettono subito in evidenza l’anima “Alternative” degli artigiani presenti nella piattaforma.

L’elemento più interessante della piattaforma è che gli oggetti si possono votare, come avviene con i like su Facebook. Gli oggetti con più voti ricevono più evidenza.

Bonanza

Bonanza si fa notare subito per l’interfaccia in italiano anche se il layout è visibilmente datato.
Il marketplace ha la sua sede negli Stati Uniti, conta oltre 20000 artigiani e azienda registrate, e conta circa 4 milioni di prodotti.

Anche se si tratta di una realtà più piccola rispetto ad Etsy, vale la pena aprire anche qui un negozio online per vendere all’estero.

Aerende

Aerende è una piattaforma inglese specializzata in prodotti per la casa. Al suo interno si possono trovare interessanti prodotti artigianali come stampe, candele, tessuti lavoranti e bellissime ceramiche.

Su Aerende, che in inglese antico significa “Cura”, è possibile trovare anche molti oggetti etnici.

Marketplace: quali sono i vantaggi

Il vero vantaggio di un marketplace è che i vostri prodotti vengono inseriti all’interno di una piattaforma dove gli utenti si recano abitualmente per comprare.

Le piattaforme dedicate poi, oltre a offrire un target straniero difficile da raggiungere con la SEO dall’Italia, prevedono in genere costi contenuti o comunque inferiori rispetto alla creazione e alla gestione di una propria piattaforma e-commerce.
Marketplace: perché non conviene usarli
Non è tutto oro quello che luccica, anche i marketplace hanno aspetti negativi, primo tra tutti, il fatto che questi portali possono “Fare pressoché quello che vogliono”.

Possono per esempio aumentare i costi di gestione, le percentuali sulle vendite, o cambiare i principi che determinano la visibilità dei prodotti senza dover chiedere il permesso a nessuno.

I miei consigli:

  • Avere anche un proprio sito web
  • Studiare sempre nuove strategie di vendita alternative ai marketplace

Quanto costa vendere con un marketplace

In generale, non tutti i marketplace prevedono costi fissi, che comunque sono abbastanza contenuti e non superano qualche centinaio di euro all’anno.

I marketplace trattengono sempre una percentuale sulle vendite dei prodotti artigianali, che si aggira tra il 5% e il 13%, anche se, se poi si considerano il cambio ed eventuali tasse, la percentuale trattenuta, di fatto, arriva facilmente intorno al 20%.

Nel mio articolo non ho riportato i costi delle varie piattaforme per artigiani perché tendono a variare di anno in anno.

Brand Awareness

Per vendere online, soprattutto all’estero, bisogna investire sul proprio brand, ovvero, bisogna pensare anche alla Brand Awareness.

Obiettivi:

  • diventare riconoscibili
  • Aumentare il traffico diretto sul proprio sito

Come fare:

  • Creare un logo professionale
  • Scegliere uno stile
  • Scegliere uno o più colori che identifichino il brand
  • Creare una campagna pubblicitaria dedicata
  • Investire principalmente su Facebook e Instagram

Leggi anche “Cos’è e come funziona la psicologia dei colori nel marketing”.

Le “Buyer Persona”

Il concetto di buyer persona è fondamentale per vendere all’estero. Le strategie di vendita che funzionano in Italia, infatti, potrebbero non funzionare all’estero e, in genere, non producono mai le stesse performance.

Prima di avviare una strategia di vendita per l’estero, studiate per prima cosa come lavorano i vostri competitor, analizzando in particolare i testi con cui presentano i prodotti, i titoli e come vengono scattate le fotografie utilizzate.

Leggi anche “Che cos’è una Buyer Persona”.

Influencer Marketing

Coinvolgere uno o più influencer per vendere i vostri prodotti all’estero può essere una scelta vincente, molte aziende infatti utilizzano queste figure per vendere sigarette elettroniche, integratori, abbigliamento per il fitness, ma anche prodotti artigianali come scarpe personalizzate o accessori.

Quello che dovete sapere sugli influencer è che in genere non sono a buon mercato e sono molto difficili da gestire. In particolare non è semplice individuare chi realmente può aiutare il proprio brand.

Il mio consiglio: se averte un budget limitate, non li contattate all’inizio, mentre se avete “budget che avanza”, provate anche questa strategia.

Leggi anche:

I social network

I marketplace come Etsy sono un ottimo strumento per vendere all’estero i propri prodotti artigianali, ma non sottovalutate anche la forza dei social network. Sono molti infatti gli artigiani che sfruttano Facebook, Instagram e Pinterest per vendere i propri prodotti, creando campagne PPC o utilizzando canali come i Gruppi Facebook.

Se dopo aver letto tutto questo vi siete resi conto che avete problemi anche solo per vendere prodotti nella vostra città, allora dovete proprio leggere il mio articolo “Cos’è la Local SEO: guida per principianti”.

consulenza web marketing