Per aprire un travel blog professionale, per prima cosa bisogna studiare chi è riuscito nell’impresa. Sono tanti in infatti che, attirati dagli alti guadagni, dai viaggi gratis e dai tanti benefici, decidono di diventare travel blogger, o almeno di provarci.

La realtà dei fatti è che avere successo come blogger è veramente complesso, sono infatti in pochi che riescono a farne una professione, e ancora meno quelli che riescono realmente ad arricchirsi.

In questo contesto, l’analisi dei competitor e del mercato di riferimento è fondamentale, per questo ho pensato che, presentare alcuni tra i migliori travel bog italiani, sarà molto utile per chi non riesce a vedere i risultati sperati.

Indice dell’articolo

Come ho selezionati si travel blog coinvolti nell’analisi

Se scrivi su Google “Migliori travel blogger italiani”, avrai come risultati numerosi articoli che presentano professionisti più o meno, selezionati però anche in base della notorietà sui social network.

La mia analisi invece si basa sulla SEO e sul traffico generato. Segnalerò anche io la presenza sui social dei vari brand ma solo per vedere se sono in linea con il traffico del sito.

Perché ho scelto Travel Blog per viaggi negli Stati Uniti

Per rendere la mia analisi rilevante dal punto di vista SEO, dovevo individuare una destinazione e le parole chiave rilevanti correlate. Ho scelto gli Stati Uniti sia perché è uno dei paesi preferiti dai turisti italiani, sia perché è un argomento in grado di generare molto traffico.

A questo punto ho selezionato i travel blog “Centrati” sull’argomento, ovvero quelli che parlano solo di “Stati Uniti” e, utilizzando SEMrush, sono riuscito ad individuare quelli più seguiti.

I dati raccolti sul traffico sono dovuti all’utilizzo di strumenti esterni, pertanto non possono essere precisi e sono accessibili a chiunque utilizzi strumenti di analisi professionali.

Io non ho accesso ai dati ufficiali (Google Analytiucs e Google Search console) dei siti presi in esame.

Tutto America

tutto america home page

  • Parole chiave: 17k
  • Traffico rilevato a luglio 2019 da SEMrush: 101k
  • Sito: tuttoamerica.it
  • Facebook 23k followers
  • Twitter 430 followers

My USA

my usa home page

  • Parole chiave: 13.5k
  • Traffico rilevato a luglio 2019 da SEMrush: 49k
  • Sito: myusa.it
  • Facebook 15k followers
  • Twitter 259 followers
  • Instagram 3725 followers

Viaggi-USA

viaggi usa home page

  • Traffico rilevato a luglio 2019 da SEMrush: 210k
  • Parole chiave: 32k
  • Sito: viaggi-usa.it
  • Facebook 25k followers
  • Twitter 572 followers
  • Instagram 637 followers

Osservazioni

Di seguito riporto le principali osservazioni in merito alla mia analisi.

TOP 3

Utilizzando SEMrush e analizzando la SERP di Google, ritengo di poter dire che i 3 siti qui riportati sono i migliori blog di viaggi sugli Stati Uniti in lingua italiana.

Gli altri siti “Competitor”, che ho ritenuto di non dover analizzare, rientrano principalmente in 2 categorie:

  • Non centrati sui viaggi negli Stati Uniti
  • Traffico troppo inferiore rispetto ai travel blog selezionati

Traffico e parole chiave

Viaggi-USA è il sito che presenta il traffico maggiore, sempre secondo i dati forniti da SEMrush, e anche il maggior numero di parole chiave indicizzate: ben 32k.
Interessante invece notare come MyUSA abbia un traffico intorno ai 49k con circa 13k parole chiave, mentre “Tutto America” abbia un traffico di 101k con 17k parole chiave. Praticamente un traffico doppio con qualche migliaia di parole chiave in più.

Social Network

Per quanto riguarda i social network, nessuno dei siti presi in esame presenta numeri da capogiro, soprattutto se si considera che si può iniziare a parlare di “Influencer” quando si hanno almeno un milione di followers su Facebook.

Questi dati dimostrano che la vera risorsa di un travel blog è la SEO e il Content Marketing.

Conclusione: prenderli come esempi, ma non copiarli

Vedendo questi numeri, se oggi qualcuno mi chiedesse di aiutarlo ad aprire un travel blog su gli “Stati Uniti”, sinceramente glielo sconsiglierei. Per raggiungere il livello dei siti qui presentati, in tempi brevi, serve moltissimo lavoro e investimenti notevoli.

Se vuoi diventare un travel blogger, davanti hai 3 esempi di qualità non solo per la SEO ma anche per la navigabilità dei siti, la scelta dei contenuti, il piano editoriale e la capacità di rinnovarsi.

Quando incontri dei professionisti di questo livello, non copiarli ma prendi spunto per creare un’idea nuova, originale e che sia veramente tua.

I cloni non piacciono a nessuno.

Leggi anche “SEO: non cercare di essere il primo, cerca di essere unico“.

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