La SEO, search engine optimization, è legata a doppio filo con Google e i suoi algoritmi: sono loro infatti a determinare il posizionamento di una pagina sul motore di ricerca.

Dal 1997 a oggi sono state scritte terabyte di articoli su come funzionano gli algoritmi e sui loro aggiornamenti, ma la verità è che sono veramente poche le certezze che abbiamo a riguardo.

Gli algoritmi che presenterò in questa guida:

  • PageRank
  • Trust Rank
  • Hilltop
  • Panda
  • Penguin
  • Hummingbird
  • Pigeon
  • Rank Brain
  • Possum
  • Payday Loan e Payday Loan 2.0
  • Top Heavy Update 1,2 e 3

Gli aggiornamenti che presenterò in questa guida:

  • Knowledge Graph
  • Adwords Shake Up
  • Google Fred Update
  • Caffeine
  • Mobilegeddon
  • Google Speed Update
  • Google Medic Update

Cosa sappiamo sul funzionamento dell’algoritmo di Google

Per esempio sappiamo che oggi si parla di un unico algoritmo “Core Algorithm” che ha accorpato i principali. Sappiamo anche che Google aggiorna continuamente questo algoritmo e che, qualche “Google Update”, sembra che venga sviluppato in maniera indipendente. Su questo punto però, le informazioni fornite da Google sono, a dir poco, scarne.

Sul suo funzionamento, a livello informatico c’è poco da sapere e sono comunque in pochi a poter comprendere i calcoli ma, fortunatamente, ci sono altre informazioni utili.

Ranking factor

Sappiamo che l’algoritmo analizza quelli che vengono chiamati “Ranking factor” (fattori di ranking può essere una traduzione), che sono circa 200 e che si divino in “Online” e “Offline”. Ufficialmente hanno tutti la stessa importanza ma, all’atto pratico, ritengo che si possa impostare una sorta di gerarchia.

L’algoritmo analizza questi fattori di ranking muovendosi come una “AI”, intelligenza artificiale, che imita il comportamento umano al fine di comprendere quali link siano di maggiore qualità rispetto ad altri.

Considerando la “Qualità” come un ranking factor”, non potremmo fare a meno di indicarla come il più importante.

Differenza tra algoritmi e aggiornamenti

Come ho anticipato all’inizio, bisogna distinguere tra algoritmo e aggiornamento. Gli algoritmi sono delle entità indipendenti, mentre gli aggiornanti sono solamente l’upgrade di una di queste entità.

Forse anche per ragioni di marketing, o semplicemente per identificarli, gli algoritmi in passato sono stati “Battezzati” con un nome, come nel caso di Penguin o Panda, operazione che però ha coinvolto anche anche gli aggiornamenti, come il “Medic Update”.

Il fatto che anche gli aggiornamenti abbiano ricevuto un nome ha creato molta confusione ma, alla fine dei conti, tutto questo non ha alcuna importanza.

Che sia un aggiornamento o un algoritmo, che sia un unico algoritmo o 50, che abbia un nome o non ce l’abbia, non è importante, quello che bisogna realmente sapere è come portare un sito in prima posizione.

Se volete invece vedere il tutto da un’altra prospettiva, conoscere gli algoritmi vi permetterà di evitare le penalizzazioni.

Per esser ancora più chiari, studiare gli algoritmi di ricerca aumenterà la vostra competenza, ma dovete concentrarvi soprattutto sui ranking factor.

PageRank

Nel 1997 comparve Google, un “Semplice” motore di ricerca e, insieme a lui, nacque la SEO. All’inizio contava solo l’ottimizzazione on-Page, poi, nel 1998, arrivò il PageRank, e tutto cambiò.

Da quel momento, i siti iniziarono ad essere giudicati per la qualità dei contenuti che, a sua volta, veniva stabilità, principalmente, dal numero dei backlink.

Questo meccanismo, ovviamente, non poteva durare in quanto ampiamente imperfetto. A causa delle falle del sistema, infatti, molte aziende ricorsero alle “link farm”, ovvero dei sistemi creati per generare in breve tempo un enorme numero di link.

Il PageRank è visibile ancora oggi, basta usare uno dei tanti software per vedere assegnato ad un sito un valore che va da 0 a 10. L’algoritmo però, così come era stato creato, non ha più valore, e ha lasciato il campo ad altri sistemi in grado di comprendere con più precisione la qualità di un sito.

La vera rivoluzione che ha portato il PageRank, e che vale ancora oggi, è il concetto di qualità di un contenuto online.

Trust Rank

Il Trust Rank è un algoritmo creato e depositato dal team di Yahoo nel 2005: Google lo ha utilizzato per abbinarlo al PageRank.

Il Trust Rank si occupa dell’analisi qualitativa dei backlink, con lo scopo di individuare lo spam e di penalizzarlo. In questo modo il PageRank è diventato più preciso e veritiero.

Hilltop

Hill top è un importante algoritmo introdotto nel 2003. Si concentra sulla coerenza dei contenuti e sui siti che cercano di ingannare i lettori.

In altre parole, se io scrivo un articolo dal titolo “Le più belle spiagge del Vietnam”, il contenuto deve presentare quanto promesso dal titolo. Se invece l’articolo viene scritto solo per segnalare hotel e ristoranti di zona, dai quali ricevo un compenso, allora il mio articolo verrà penalizzato da Hilltop.

Diversamente da altri algoritmi, Hilltop è attivo ancora oggi.

Panda

Panda è stato rilasciato nel 2011 ed è stato l’algoritmo che ha rivoluzionato il concetto di “Qualità di link”. Fu una dei più importanti upgrade del motore di ricerca che penalizzò fortemente tutta una serie di pratiche che, fino a quel momento, danneggiavano sia Google che gli utenti.

Google Panda fu l’algoritmo che andò a colpire i contenuti duplicati, che avevano fatto la fortuna di tanti siti web. Andò inoltre a penalizzare i siti che sfruttavano gli algoritmi di Google, e lo stesso motore di ricerca, per guadagnare senza badare minimante alla qualità dei propri contenuti.

Leggi anche “Panda Update, cos’è e come funziona l’algoritmo di Google“.

Penguin

Google Penguin arrivò nel 2012 e mise ordine in un’altra delle falle lasciate aperte da PageRank: i backlink.

Come ho scritto in precedenza, i backlink sono un fattore di ranking, ancora oggi, tra i più importanti in assoluto, ma anche tra i più sfruttati dalla Black Hat SEO. Penguin arrivò proprio per intervenire su questo elemento, penalizzando i siti che ricorrevano alle link farm per generare backlink fasulli.

Google Penguin portò una vera e propria rivoluzione nel concetto di “Link Building”, che dal 2012 è cambiato profondamente. Questo algoritmo però non si limitò a questo, andò infatti anche a penalizzare anche la pratica del keyword stuffing.

Leggi anche “Google Penguin: cos’è e come funziona l’algoritmo“.

Hummingbird

La parola chiave è ancora centrale nella SEO: ogni contenuto infatti viene realizzato inserendo in punti “Strategici” la parola chiave di riferimento e le sue correlate. Questa pratica negli anni ha permesso di sviluppare metriche come la keyword density, oggi in disuso, e strategie come il keyword stuffing, oggi penalizzata.

Google ha compreso già da molti anni che premiare un contenuto solo perché contiene una determinata parola chiave è sbagliato, l’intento di ricerca degli utenti, infatti, deve trovare appagamento nei concetti espressi in un contenuto.

In altre parole, io potrei creare un contenuto per rispondere alla domanda “Dove andare in vacanza a ferragosto” senza per questo utilizzare questa precisa query di ricerca.

Per tutto questo è stato creato Hummingbird, l’algoritmo rilasciato nell’agosto del 2013, che premia la qualità dei contenuti. Attraverso un’analisi semantica, infatti, l’algoritmo è in grado di comprendere i concetti che vuole esprimere una qualsiasi pagina web. Hummingbird, inoltre, è stato creato per penalizzare i siti che utilizzano il keyword stuffing come pratica per indicizzare contenuti di bassa qualità.

Pigeon

Google Pigeon è stato rilasciato nel luglio del 2014. Si tratta dell’algoritmo studiato per le ricerche locali ed agisce attraverso la geolocalizzazione, come avviene, per esempio, quando cercate un ristorante.

Già solo scrivendo “ristorante” su Google, vi usciranno risultati inerenti la vostra città, o addirittura il quartiere in cui vi trovate. Quando questo non avviene, significa che le attività locali non sono state correttamente segnalate su Google Maps o che avete impostato restrizioni riguardanti la vostra posizione geografica.

Rank Brain

Rank Brain è uno degli algoritmi più moderni (26 ottobre 2015) e recenti rilasciato da Google. Alla. Base del suo funzionamento c’è una AI (intelligenza artificiale) il cui obiettivo è identificare con maggiore precisione l’intento di ricerca. Letto questo non potrete certamente essere soddisfatti ma, in verità, sono poche le informazioni rilasciate su questo algoritmo.

La sua più grande particolarità è probabilmente che Google lo paragona ad un ranking factor, mentre il suo obiettivo, in definitiva, è determinare la qualità di un contenuto.

Anche Rank Brain è programmato per individuare le tecniche Black Hat SEO, pertanto “Non provate a fregarlo”. Il modo migliore per entrare nelle sue grazie è quello di scrivere contenuti esaustivi, in grado di rispondere a query precise e che tengano in considerazione anche le parole cattive correlate.

Possum

Possum rientra nella categoria “Google Update” ma con un ulteriore caratteristica, si tratta infatti di un aggiornamento non confermato. Pertanto su di lui ci sono solo teorie causate dai cambiamenti avvenuti nelle ricerche locali a partire dal 1 settembre 2016.

Secondo quanto hanno riscontrato alcun analisi, dal settembre del 2016 Google sembra aver dato maggiore importanza alle aziende con una sede fisica e, ovviamente, registrata su Google Maps. Sembra inoltre che la posizione di un utente possa ulteriormente inferire sui risultati di ricerca. Il posizionamento nei risultati delle ricerche sembra tener conto della distanza da una determinata destinazione.

In altre parole, se io cerco “Pizza Centocelle”, il principale “Ranking factor” che determinerà i risultati nella ricerca sarà la mia distanza dalle varie pizzerie.

Payday Loan e Payday Loan 2.0

Il Payday Loan è stato introdotto il giorno 11 giugno 2013, mentre il Payday Loan 2.0 il 18 maggio 2014.

In generale si tratta di un algoritmo che si concentra sull’individuare e penalizzare i “link spam”, fondamentale per la lotta ai contenuti di bassa qualità.

Google ha rilasciato altri aggiornamenti in tal senso, come per esempio il Penguin 2.0, ma c’è una differenza. Il Pinguin Update infatti ha l’obiettivo di punire chi manipola i backlink utilizzando pratiche di link building come l’acquisto di link. Secondo le dichiarazioni rilasciate anche recentemente da Google, il link building deve avvenire in maniera naturale, in caso contrario si rischia di avere penalizzazioni su tutto il sito.

Payday Loan 2.0, invece, si concentra sulle pratiche Black Hat SEO. Esistono infatti programmatori che hakerando altri siti o utilizzando malware riescono ad alterare il numero dei backlink.

Anche il “Panda Update” agisce sui backlink ma il suo compito è di individuare quelli di scarsa qualità o la loro assenza.

Top Heavy Update 1,2 e 3

Il Top Heavy Update è un aggiornamento che si concentra sulla presenza di troppi banner pubblicitari all’interno di una pagina. L’aggiornamento, rilasciato nel gennaio del 2012, sembra essere al suo terzo update, avvenuto nel 2014, anche se non ci sono dati precisi a riguardo.

Si tratta di un aggiornamento molto importante ma sicuramente vago, in quanto non vengono forniti dati precisi su cosa significhi “Troppa pubblicità”.

Leggendo le analisi eseguite in passato, la teoria più seguita sembra essere quella che sostiene che il Top Heavy Update si concentri sull’eccessiva presenza di banner nella parte alta del sito. In particolare sui banner fixed, mentre in vece non si occupa dei Pop Up.

Per non essere penalizzati da questo aggiornamento, che ad ogni modo sembra aver influenzato una percentuale molto bassa di siti, non bisogna caricare troppi banner all’inizio della pagina. Questo perché una pratica del genere rende difficoltosa la lettura, in quanto il caricamento, soprattutto da mobile, diventa più lento.

Aggiornamenti importanti come algoritmi

Come anticipato, Google non rilascia solo algoritmi, ma anche aggiornamenti, molti dei quali sono considerati importanti come l’algoritmo che vanno aggiornare.

Knowledge Graph

Il knowledge graph è un aggiornamento dell’algoritmo avvenuto nel 2012. Il suo obiettivo era quello di interpretare al meglio “L’intento di ricerca”, superando le ambiguità della lingua e mettendo anche in relazione contenuti con argomentazioni comuni.

Può sembrare un aggiornamento da poco ma vi assicuro che non è così. Si tratta infatti di un aggiornamento che punta a migliorare la qualità e l’attinenza dei risultati del motorie di ricerca. Obiettivi che, ancora oggi, per Google sono più attuali che mai.

In poche parole, il Knowledge Graph punta a capire cosa state cercando quando, per esempio, scrivete su Google “Madonna”, se la cantante o la Vergine Maria, ma non finisce qui. Il Knowledge Graph infatti è anche il sistema che permette la comparsa di un box quando, per esempio, cercate su Google il nome di un regista.

Il Knowledge Graph ha reso ancora più importante realizzare siti e contenuti secondo le regole SEO, in modo da agevolare Google anche nell’individuazione di contenuti correlati.

Adwords Shake Up

Il 23 febbraio 2016 ci fu un importante cambiamento per Google Adwords: vennero eliminati gli annunci nella sidebar di destra del motore di ricerca. Da quel giorno sono presenti 4 annunci in top position, aumentando la concorrenza tra gli inserzionisti ma migliorando la qualità complessiva di tutto il sistema.

Questo aggiornamento ha preso il nome di “Adwords Shake Up” ed è stato determinato da diversi fattori:

  • Circa l’80% dei click su google avviene sui risultati organici
  • Secondo gli studi sull’eye-tracking, gli utenti tendono ad ignorare la sidebar di destra
  • Google ha deciso di uniformare i risultati sul desktop a quelli su mobile

L’obiettivo di Google, visto che i suoi guadagni arrivano per circa il 90% degli annunci pubblicitari, è di aumentare la percentuale di click su annunci sponsorizzati. Questo ovviamente non può che impattare anche sulla SEO.

Google Fred Update

Google Fred Update rientra nella categoria di “Aggiornamenti non confermati”, ed è stato chiamato Fred a seguito di una “Battuta” di Gary Illyes su Twitter.

Conferma o meno, a marzo 2017 è successo qualcosa nella SERP. Migliaia di siti sono stati penalizzati e hanno riscontrato un notevole calo nel traffico, inizialmente attribuito a Penguin Update. Si pensava infatti che fossero stati penalizzati i siti con backlink di scarsa qualità.

Dopo poco però, venne sviluppata una nuova teoria.

A seguito dell’elezione del Presidente Trump, il problema delle Fake News esplose fragorosamente, investendo anche Google. Da un’analisi più attenta, infatti, è stato riscontrato che sono i siti con notizie “Meno attendibili” sono stati pesantemente penalizzati.

Anche se non ci sono conferme, ecco cosa non dovete fare all’interno del vostro sito:

  • Scrivere Fake News (bufale)
  • Copiare i contenuti di altri siti
  • Incitare all’odio
  • Incitare alla violenza
  • Fare una “Falsa” divulgazione scientifica
  • Sovra-ottimizzare una pagina

Cosa dovete fare, secondo Fred

Scrivere contenuti esaustivi ed originali, che siano possibilmente comprovati e non frutto di teorie strampalate. Anche scrivere secondo un’italiano corretto è un elemento che potrebbe rientrare negli elementi osservati da Fred.

Ad ogni modo, che Fred esista o no, scrivere contenuti di qualità e non fake news è il miglior consiglio che possiate seguire.

Caffeine

Google Caffeine può essere considerato un algoritmo anche se in realtà è più un aggiornamento del sistema di indicizzazione. Caffeine infatti ha come obiettivo archiviare e catalogare, meglio che in precedenza, le miriade di informazioni che vengono pubblicate online.

Il compito di Caffeine è anche quello di rendere più rapida l’indicizzazione, in passato molto lenta, mentre oggi è incredibilmente più veloce. L’algoritmo infatti presta maggiore attenzione ai contenuti più nuovi, per questo, soprattutto negli ultimi anni, si considera una buona pratica SEO aggiornare continuamente il proprio sito con nuovi contenuti.

Caffeine ha iniziato la sua attività nel 2009 ed è stato ufficializzato nel 2010.

Mobile Friendly Update o Mobilegeddon ( 2015 )

Se avevate un sito già nel 2015, non potete non aver sentito parlare del “Mobilegeddon”. Per i pochi che non lo sanno, si tratta del primo aggiornamento che decise di penalizzare i siti non responsive, facendoli sparire dalle ricerche effettuate su smartphone.

In un certo senso il Mobile Friendly Update è stato il primo passo verso l’affermazione del mobile sul desktop. Le ricerche da mobile ormai hanno superato il 50% in moltissimi settori e il trend di crescita riguarda anche gli acquisti sui siti e-commerce o tramite App.

Il mio consiglio, così come la mia strategia, è di concentrarvi su un design mobile, perché è qui che si sta giocando la vera partita.

Google Speed Update

Il 9 luglio 2018 Google decide di rilasciare lo “Speed Update”, un aggiornamento che ha modificato per sempre il posizionamento dei siti web. La velocità dei siti era da tempo un ranking factor ma prima si limitava solo al desktop. Da luglio 2018, infatti, è diventata rilevante anche per le ricerche da mobile, portando notevoli cambiamenti nella SERP per molte parole chiave.

In breve

  • La velocità è un fattore di ranking
  • La velocità è sempre stata un fattore rilevante
  • Più è veloce un sito e meglio è
  • Non è chiaro cosa intenda Google per “Sito lento”

Meglio un sito veloce o avere contenuti di qualità?

A quanto pare la risposta a questo quesito è abbastanza semplice: la qualità è più importante. In altre parole, se per leggere un buon articolo bisogna aspettare qualche secondo in più, Google non penalizza il sito più lento. A parità di qualità di contenuti invece, la velocità diventa un fattore più rilevante.

Per farvi capire ancora meglio il concetto, pensate ai siti che frequentate di più, quelli che consultate maggiormente, quanto sono veloci? Io per esempio adoro il fantacalcio, ma frequenterei il sito dove gioco anche se ci mettesse più di 12 secondi per caricare ogni pagina.

Google Core Update 1 agosto (Medic Update)

Il giorno 1 agosto 2018 è avvenuto un altro cambiamento epocale per tutta la SEO: è arrivato il Medic Update. Si tratta di un aggiornamento dell’algoritmo di Google che ha penalizzato migliaia di siti in tutto il mondo.
La vera particolarità di questo aggiornamento è che Google, questa volta, non ha dato particolari indicazioni a riguardo, se non quella di pensare per prima cosa alla qualità dei propri contenuti.

Ne parlo in maniera più approfondita nel mio articolo “Algoritmo di Google: cosa è successo il primo agosto 2018”.

Consulenza SEO per recuperare il traffico perso

Google rilascia moltissimi aggiornamenti durante l’anno, molti non li notiamo neanche ma altri possono far diminuire il traffico di un sito. Il calo può avvenire in maniera drastica, -80/90%, come nel caso di una penalizzazione, oppure può avvenire in maniera più graduale.

Se anche il vostro sito ha perso traffico a causa di uno degli aggiornamenti dell’algoritmo di Google, potete richiedere la mia consulenza SEO.

consulenza web marketing