Google RankBrain è uno dei più recenti algoritmi di Google e anche uno dei più importanti, in quanto poco dopo la sua comparsa nel 2015, Google ha dichiarato che RankBrain è il terzo elemento (o fattore) più importante per l’indicizzazione (SEO), subito dopo link e contenuti.

Aggiornamento sull’argomento “SEO news: non esistono 3 fattori di ranking più importanti

Al di là di quello che potrete trovare online, è inutile illudersi o fare i “sapientoni”, perché come funziona veramente questo algoritmo, così come tutti gli altri algoritmi di Google, non possiamo saperlo, ma come sempre possiamo provare ad interpretare il suo comportamento.

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Da molti web marketing blog, esperti SEO, e magazine online, RankBrain è stato definito come una AI (intelligenza artificiale) o “Learning Machine”, in quanto pare sia in grado di “imparare” il significato delle parole chiave, fornendo nel tempo risultati sempre più precisi.

Qual è l’obiettivo di RankBrain

L’obiettivo di RankBrain coincide con l’obiettivo di Google inteso come motore di ricerca, ovvero fornire all’utente il miglior risultato possibile. In questi anni stiamo assistendo ad una evoluzione sempre più rapida del web, grazie alla costante nascita di nuove piattaforme, figure, social network e strumenti.

Smartphone, smartwatch, influencer, video, social network e linguaggi di programmazione sempre più evoluti, rendono sempre più difficile per un motore di ricerca individuare la risposta corretta alla ricerca di ogni utente, inoltre è inutile far finta di non sapere che sono ancora tanti i programmatori che utilizzano tecniche (dette Black Hat) per aggirare gli algoritmi di Google.

Ecco quindi che Google ha deciso di creare RankBrain, un algoritmo che è in grado di analizzare i risultati già presenti sul web, ma anche di elaborarli successivamente, per poi fornirne di nuovi più aggiornati, perché appunto è in grado di “imparare”.

Non è chiaro come questo avvenga ma posso ipotizzare che i fattori presi maggiormente in esame da RankBrain siano traffico, condivisioni sui social network, backlinks, frequenza di rimbalzo e semantica.

RankBrain è come Ultron?

Rank Brain è una AI (Intelligenza Artificiale o Learning Machine), ma cosa significa? Non significa ovviamente che stanno per arrivare i Terminator, ma semplicemente che Google ha progettato un particolare programma in grado tecnicamente di imparare e di migliorare se stesso, riuscendo ad interpretare sempre meglio le ricerche degli utenti e le pagine web che compaiono come risultati.

Come funziona esattamente RankBrain

Come funziona esattamente non sono in grado di dirlo, ma negli ultimi mesi ho notato dei cambiamenti nella SERP che mi hanno fatto comprendere come RankBrain stia influenzando la SEO.

Ne parlo in maniera più approfondita in questo mio articolo: “Come funziona Google RankBrain

RankBrain e Hummingbird

Inizialmente abbiamo definito RankBrain un algoritmo (tecnicamente vero) ma allora è come Hummingbird? La risposta è no.

Hummingbird è il nome del principale algoritmo di Google ed è composto da varie parti, come Panda, Penguin, Pirate e anche RankBrain.

RankBrain è quindi parte di Hummingbird, ha un suo scopo preciso, ma è anche vero che influenza tutte le ricerche degli utenti (inizialmente influenzava solo il 15%).

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RankBrain è uno dei 200 “Ranking Signal”

Possiamo chiamarli fattori, elementi, regole seo, ranking signal o come volete, fatto sta che generalmente sono 200 gli elementi presi in considerazione per indicizzare un sito, e considerando anche sotto-elementi e variabili, c’è chi stima che si parli di 10.000 elementi da tenere in considerazione.

RankBrain al momento va considerato come uno dei 200 “Fattori SEO”, pur tenendo presente che è uno dei 3 più importanti (il terzo nello specifico) recentemente rivelati da Google:

  • Link
  • Content
  • RankBrain

Perché è stato creato RankBrain

Dalle informazioni raccolte, RankBrain è stato creato perché ogni giorno vengono registrate nuove query di ricerca, e il numero cresce così tanto che Google (inteso come staff e algoritmi) non è in grado di farvi fronte fornendo una risposta in tempi brevi in termini di indicizzazione.

Per questo quindi è stato creato un algoritmo che fondamentalmente analizza le nuove query, le confronta con quello passate, analizza contenuti passati e recenti, fornisce una risposta, analizza nuovamente e fornisce nuova risposta. (Questo potrebbe essere un esempio di come funziona RankBrain).

Che tipo di ricerca vengono influenzate da RankBrain

RankBrain inizialmente analizzava circa il 15% delle ricerche, ma oggi le influenza tutte, anche se effettivamente è studiato per un particolare tipo di parole chiave: le “long tail” (code lunghe).

Rank Brain infatti va ad indicizzare le ricerche effettuate senza parole chiave precise per esempio:

  • Madrid clima: parola chiave precisa
  • Com’è il clima nella capitale della spagna: ricerca generica / coda lunga

Questa ricerca, ora che c’è RankBrain, dovrebbe fornire più meno gli stessi risultati, Ma ma ovviamente non è così.

RankBrain inoltre va anche ad aiutare i contenuti scritti con titoli poco “SEO Friendly”, per esempio:

  • Regole SEO: tutto quello che devi sapere – SEO Friendly
  • Tutte le regole SEO del sistema solare e oltre – poco SEO Friendly

A volte articoli molto buoni qualitativamente possono essere penalizzati per i loro titolo “poco SEO Friendly”, ma RankBrain dovrebbe essere in grado anche di comprendere meglio questi casi.

Andando a migliore l’interpretazione delle code lunghe e i risultati collegati a questo tipo di query, è ovvio che RankBrain influenzi (direttamente o indirettamente) tutti i risultati dei motori di ricerca.

Cosa ci riserva Google per il futuro

Non è facile prevedere quali altri cambiamenti ci abbia riservato Google, specialmente per quanto riguarda la SEO, ma una cosa è sicuro, vista la mole di nuovi contenuti che vengono creati ogni giorno, è chiaro che ci saranno sempre nuovi sistemi in grado di identificare quali contenuti sono di qualità e quali no.

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